![acquario[1]](http://files.splinder.com/a49ceb6fe8e64d19702229fecb6f32b2.jpeg)
Sono sobrio come un pesce. Che nuota dentro il piccolo acquario dei
suoi pensieri. Fuori il mondo. Come i sogni. Luce distillata dalla lente di
cristallo. Dentro o fuori. Un gioco di posizione. E di prospettive. Qui
sotto le coperte. Sature. Mi accuccio sul fianco . E mi faccio
compagnia.
(di cio che tu GIA' sai, e di quello che io ci vedo)

L'uomo ragionevole adegua se stesso al mondo. L'uomo irragionevole persiste nel tentativo di adeguare il mondo a se stesso. Perciò ogni progresso dipende dall'uomo irragionevole
Di Luca tinge Milano di rosa

Sognatore è un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole. (Flaiano)
Già esserci è l'ottanta per cento del lavoro.
W. Allen
Non farmi sentire delle bugie: non s'addicono a nessuno, tranne a un commerciante.
William Shakespeare

La festività nazionale più importante in Olanda è il Koninginnedag (QUEEN'S DAY) - il compleanno della Regina, il 30 aprile. Benché il compleanno della Regina Beatrice sia il 31 gennaio, esso viene celebrato il 30 aprile, il giorno del compleanno di sua madre, Giuliana.
BLACKSBURG, Virginia (CNN) -- At least 33 people, including a gunman, were killed Monday during shootings in a dorm and a classroom building at Virginia Tech, university officials said.

Se ad un Dio si deve questo mondo, non ci terrei ad essere quel Dio: l'infelicità che vi regna mi strazierebbe il cuore.
(Schopenhauer)
http://www.albinoblacksheep.com/flash/stairway.php

Stairway to Heaven - Led Zeppelin

I giornali hanno con la vita
all'incirca lo stesso rapporto
che hanno le cartomanti con la metafisica.
Karl Kraus
Una volta in Inghilterra la condanna ai lavori forzati veniva applicata appendendo il condannato al disopra di una ruota azionata a forza d'acqua, obbligando così la vittima a muovere in un certo ritmo le gambe che altrimenti gli sarebbero state sfracellate. Quando si lavora si ha sempre il senso di una costrizione di quel genere.
Italo Svevo - da La coscienza di Zeno


"Ecco il problema di chi beve, pensai versandomi da bere.
Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare;
se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare;
e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa''
Henry Charles Bukowsky
Me la ricordo ancora, vivida e surreale. Poco piu'di otto mesi fa. Ero in quello stadio, nello stadio olimpico di Berlino. Si qullea sera. Quella dei 24 anni dopo. Quella dei Campioni, Campioni, Campioni, Campioni del mondo. Addosso una maglietta azzurra, l'euforia a tuttta pelle. La voce ormai roca, che' ci vuole comunque gran fiato a cantar tutta sera. Io, italiano all'estero. Si, emigrante di questa europa che deve ancora unirsi. Non in Germania. No, vivo ancora piu a nord, dove i Paesi si fanno Bassi, visti da lontano, visti dalle Alpi. In trasferta anche allora. In trasferta come sempre. Italiano. Piuttosto felice, ancor di piu'fiero. Che ci vuol poco ad accendere quella fiaccola che ti porti dentro. Che ti vien facile, se non ti scappa da ridere, cantare L'ITALIANO di Cutugno, tanto gli altri non ti capiscono. Ma tu capisci, bene, che anche in quella canzonetta (retorica e sdolcinata, vabbe'. Ma chissenefrega) ci puoi ritrovare i colori, tutti i colori del tuo idioma, della tua italianita', delle tue stupende corrispondenze e delle piu' ineffabili schizofrenie. Azzurro, e poi verde, bianco, rosso. Basta poco, un abbrivio azzeccato, per riconoscersi. Italiani. Italiano.
Beh, e' passato il tempo di un autunno piu clemente del solito, di un inverno solo accennato, di una primavera, la nuova. E sembra passato un secolo. FInita la sbornia, lasciati i cocci rotti per strada, tornati ciascuno al nostro posto. Il mio, quello di italiota errante. E tutto riprende le forme e sfumature del solito. Come l'immagine che allego. Biccheri sfocati, colori incerti, certezze diluite. Facile e veloce. Pronti, partenza, via.. speed a manetta, eccitazione, euforia e l'azzurro a portata di mano. Il mio urlo di gioia insieme a quello di un' intera nazione. E poi, veloce, anch' esso, il down. Il ritorno alla normalita'. Quella della mia esistenza. Quella di un italia e di una italianita' che fa fatica ad emanciparsi. Che poi vista da fuori, appare ancora piu incerta e spaesata. Otto mesi e poco piu'. Domani gioca ancora l' italia, contro la Scozia. E a me viene da pensare piu'al festival agostano di Edimburgo che non al mio amato stivale. NOn tifero' per il popolo dei pub e della musica folk da ballare tutta notte con distillati e birra. No, non lo faro. Ma l'Italia... quella dei Corona e degli scandali del calcio, quella dei centrodestracentrosinistra, delle effeesse e della salernoreggiocalabria, der mortadella e del cavaliere, delle regioni e di tutte le possibili ragioni.. beh, quell'italia domani e' solo un pezzo di palinsesto della tv generalista e qualunquista di inizio primavera. Se c'e'bel tempo, domani sera, esco a bere qualcosa.


Corpo di Donna
Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
tu rassomigli al mondo nel tuo atteggiamento d'abbandono.
Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava
e fa saltare il figlio dal fondo della terra.
Sono stato solo come una galleria. Da me fuggivano gli uccelli
e in me la notte entrava con la sua invasione possente.
Per sopravvivermi ti ho forgiata come un'arma,
come una freccia al mio arco, come una pietra nella mia fionda.
Ma cade l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del petto! Ah gli occhi dell'assenza!
Ah la rosa del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
Corpo di donna mia, persisterò nella tua grazia.
La mia sete, la mia ansia senza limite, la mia strada indecisa!
Oscuri fiumi dove la sete eterna continua,
e la fatica continua, e il dolore infinito.
Pablo Neruda


“Beware the leader who bangs the drums of war in order to whip the citizenry into a patriotic fervor, for patriotism is indeed a double-edged sword. It both emboldens the blood, just it narrows the mind. And when the drums of war have reached a fever pitch and the blood boils with hate and the mind has closed, the leader will have no need in seizing the rights of the citizenry. Rather, the citizenry, infused with fear and blinded by partiotism, will offer up all of their rights unto the leader and gladly so. How do I know? For this is what I have done. And I am Caesar.”
Giulio Cesare
tiro su l'ancora, a misura di nuovi approdi
persevero nel viaggio, che mi racconta di un ritorno
che' a sognar tutta notte, ci si dispone alla luce nuova del giorno

L'acqua è insegnata dalla sete
L'acqua è insegnata dalla sete.
La terra, dagli oceani traversati.
La gioia, dal dolore.
La pace, dai racconti di battaglia.
L'amore da un'impronta di memoria.
Gli uccelli, dalla neve.
Emily Dickinson

Fly Into The Sun
I would not run from the holocaust
I would not run from the bomb
I'd welcome the chance to meet my maker
And fly into the sun, fly into the sun, fly into the sun
I'd break up into million pieces and fly into the sun
I would not run from the blazing light
I would not run from its rain
I'd see it as an end to misery
As an end to worldly pain
An end to worldly pain
I'd shine by the light of the unknown moment
To end this worldly pain
Fly into the sun, fly into the sun
I'd shine by the light of the unknown moment
And fly into the sun
The earth is weeping, the sky is shaking
The stars split to their core
And every proton and unnamed neutron
is fusing in my bones
And an unnamed mammal is darkly rising
As man burns from his tomb
And I look at this as a blissful moment
To fly into the sun
Fly into the sun, fly into the sun
I'd burn up into a million pieces
And fly into the sun
To end this mystery answer my mystery
I'd look at this as a wondrous moment
To end this mystery
Fly into the sun, fly into the sun
I'd break up into a million pieces
And fly into the sun
Lou Reed
*Virgilio

Canto dell’ospite
O falce di luna calante
che brilli su l’acque deserte,
o falce d’argento,
qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù.
Gabriele D’Annunzio

Corrispondenze (Trad. di G. Raboni)
La Natura è un tempio dove incerte parole mormorano pilastri che sono vivi, una foresta di simboli che l'uomo attraversa nei raggi dei loro sguardi familiari. Come echi che a lungo e da lontano tendono a un'unità profonda e buia grande come le tenebre o la luce i suoni rispondono ai colori, i colori ai profumi. Profumi freschi come la pelle d'un bambino vellutati come l'oboe e verdi come i prati, altri d'una corrotta, trionfante ricchezza che tende a propagarsi senza fine- così l'ambra e il muschio, l'incenso e il benzoino a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi.
Charles Baudelaire